In ambito alimentare un elemento cui fare molta attenzione è proprio il packaging.

La confezione, per dirlo nella nostra lingua, deve seguire varie regole di legge, oltre che rendere più facile il trasporto degli alimenti, conservarli nel tempo, non rilasciare negli stessi alcun tipo di sostanza, che non solo potrebbe risultare tossica ma potrebbe anche rovinare il gusto dell’alimento. Negli ultimi anni si è poi inserita un’altra problematica, che riguarda l’ecosostenibilità degli imballaggi; con alcuni alimenti questo tema è particolarmente scottante, perché non sempre è possibile utilizzare packaging in carta o materiali simili.

Come si confezionano gli alimenti

Partiamo con il dire che molti alimenti sono confezionati direttamente dai produttori, che devono però rivolgersi necessariamente a specialisti del settore, come ad esempio l’azienda di confezionamento Volmar Packaging. Queste aziende in tale caso forniscono direttamente al cliente il materiale per gli imballaggi, che può essere costituito da film plastico in rotoli, confezioni rigide, buste, bag in box o i nuovi prodotti ecosostenibili a baso impatto aziendale. Può però capitare che le stesse aziende che producono il materiale per il packaging si occupino anche di confezionare i prodotti, nei propri stabilimenti o offrendo ai clienti i macchinari per l’imballaggio, insieme con il materiale da utilizzare con gli stessi. Molto dipende dal tipo di prodotto che si deve confezionare, con gli alimenti poi si deve necessariamente ragionare con attenzione e cura, perché la confezione offre una barriera tra l’alimento e l’ambiente esterno, che lo preserva nel tempo.

Le regole del gioco

Esistono vere e proprie norme di legge per quanto riguarda il confezionamento degli alimenti. Sono volte, come abbiamo detto, a evitare che il packaging vada a contaminare l’alimento e anche a predisporre confezioni che limitino gli scambi tra l’alimento e l’ambiente. I regolamenti oggi in vigore sono validi in tutta la comunità europea, poi normati dai singoli Stati. Tali norme dichiarano che le confezioni per alimenti non devono rilasciare componenti negli alimenti, ma neppure comportare una modifica nella composizione, nel gusto e nell’odore. Inoltre esiste un elenco dei materiali che si possono utilizzare per confezionare gli alimenti, oltre che norme che riguardano l’etichettatura e il tipo di informazioni che è obbligatorio fornire al consumatore. L’autorità europea per la sicurezza alimentare stabilisce anche le procedure da seguire per valutare la sicurezza delle materie prime utilizzate nella preparazione del packaging per gli alimenti.

I materiali utilizzati

Esistono nel mondo del packaging tanti differenti materiali, che il consumatore tende a identificare con il termine “plastica”, così come varie tipologie di confezioni. A partire dai materiale ecosostenibili, come il PLA, il Mater B o altre forme di materie plastiche derivate dalla cellulosa, oltre che imballaggi in carta termoformabile. Per le confezioni monouso riciclabili si utilizza solitamente il Polipropilene, il polistirolo, il poliestere amorfo o alcune tipologie di polietilene; questi materiali possono essere accoppiati, per offrire diverse caratteristiche alla confezione. La novità degli ultimi anni è rappresentata dalle bag in box; si tratta di buste in polietilene che sono inserite in scatole in cartone, per offrire una barriera alla luce e una migliore trasportabilità.

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