I buoni carburante elettronici (BCE) costituiscono un innovativo sistema, alternativo al denaro contante, per pagare il rifornimento di carburante.

I buoni carburante elettronici (BCE) costituiscono un innovativo sistema, alternativo al denaro contante, per pagare il rifornimento di carburante.

Se si considera che l’automobile è tuttora il mezzo preferito, nonché quello più usato, dagli italiani per i loro spostamenti, ben si comprende quanto sia importante conoscere il sistema dei BCE. Difatti siamo il Paese con il maggior numero di automobili in rapporto al numero di abitanti: nel 2019 si sono contate ben 663 automobili ogni 1000 abitanti, con un aumento del 19% rispetto a 20 anni prima.

Ma cosa sono i buoni carburante? E Dove si possono acquistare?

Cosa sono i BCE

I buoni carburante elettronici sono, fondamentalmente, delle carte prepagate, usa e getta o ricaricabili, con valore a scalare (significa che permettono l’acquisto corrispondente al valore della carta per la quale si è pagato in anticipo e man mano che si spende, il valore diminuisce fino ad arrivare a zero), non nominative (da qui la distinzione con i BCE Welfare, che sono carte nominative e pertanto non cedibili a terzi) che permettono di pagare in comodità e in totale sicurezza, in quanto qualsiasi transazione è tracciabile, la loro validità varia di società in società ma di solito non è inferiore ai 12 mesi. Esistono sia in formato cartaceo che, appunto, elettronico ed a questo proposito, è bene ricordare che oggi è possibile acquistare dei buoni carburante online, in questo modo sarà possibile concludere l’acquisto in pochi click, comodamente da casa. Le maggiori compagnie petrolifere che operano anche in Italia attraverso una loro rete di distribuzione propongono i loro buoni carburante, che dovranno essere utilizzati esclusivamente presso le stazioni di servizio della società che li ha emessi. Attenzione però, alcune volte questi buoni possono essere legati ad un tipo specifico di carburante (per esempio potrebbe essere utilizzabile solo per rifornimento di diesel). È importante non fare confusione ed evitare di confondere il buono carburante con la carta carburante, che è essenzialmente uno strumento aziendale messo a disposizione dall’azienda per il dipendente che deve affrontare una trasferta, magari per andare da un cliente o altri motivi legati al lavoro.

 

Cosa sono i BCE Welfare e distinzione con i BCE

I BCE non sono da confondere con i BCE Welfare, essi sono carte prepagate nominative, a valore scalare, per la ricarica di carburante. Mentre i BCE sono pensati prevalentemente per privati, aziende o possessori di partita iva, i BCE Welfare sono dedicati ai dipendenti. Come i BCE, essi sono emessi gratuitamente e non prevedono nessun mimo di acquisto, sono disponibili in diversi tagli, a discrezione del fornitore. La più grande differenza, come sopra accennato, sta nel fatto che tali carte sono legate ad una persona specifica, con la conseguenza che non sono cedibili a terzi, inoltre non sono monetizzabili e non possono essere integrati dal dipendente. I BCE Welfare sono personalizzabili con alcuni dati: oltre al nominativo, si può trovare impressa la ragione sociale del cliente e la targa o il numero di matricola del lavoratore dipendente. Attenzione, perché il buono non è sostituibile o rimborsabile in caso di smarrimento; tipicamente, in caso di furto è possibile richiedere il blocco del buono, presentando alla sede dell’agenzia commerciale di riferimento più vicina (solitamente le agenzie commerciali mettono a disposizione dell’utente una lista con la localizzazione geografica delle sedi, consultabile sul sito internet dedicato) una copia della denuncia presentata all’autorità competente. Per quanto riguarda l’eventuale credito residuo, esso sarà reso disponibile su un nuovo buono. Analoga procedura viene prevista in caso di smagnetizzazione della carta.

Agevolazioni fiscali

Ricordiamo, in primo luogo, che i buoni carburante non rientrano tra gli strumenti di welfare aziendale agevolato per i quali vige la totale e illimitata detassazione e defiscalizzazione. Esiste, cionondimeno, un trattamento fiscale di favore. Per questo tipo di fringe benefit (chiamasi fringe benefit quei benefici sotto forma di beni e servizi, ad esempio l’auto aziendale, i buoni pasto e anche, appunto, i buoni carburante), nella legge di bilancio del corrente anno è stata prevista una esenzione fiscale e contributiva fino a un limite complessivo di 258,23 euro l’anno, eliminando di fatto il raddoppio della soglia di esenzione dei fringe benefit del 2021, che ammontava a 516,46 euro. Si evidenzia poi, come giusto qualche giorno fa (il 21 marzo), è stato approvato il decreto legge 21/2022, il quale, oltre a calmierare temporaneamente il prezzo del carburante, all’articolo 2 stabilisce che l’importo del valore di un buono o di più buoni ceduti a titolo gratuito da un’azienda ai suoi dipendenti per la fornitura di carburante, che non superi i 200 euro per lavoratore, non concorre alla determinazione del reddito di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 51 TUIR (testo unico delle imposte sui redditi). La cosa interessante è che, dal momento che è rimasto in vigore lo sgravio fiscale e contributivo nel limite complessivo di 258,23 euro all’anno, questi nuovi 200 euro di buoni si andranno ad aggiungere alla franchigia, con il risultato che, per tutto il 2022, il tetto massimo dei fringe benefit aziendali arriva ad un totale di 458,23 euro.

Impatto ambientale

In ultimo, ma non per importanza, è sempre bene ricordare che l’acquisto online di determinati prodotti contribuisce a diminuire l’impatto ambientale degli stessi. Nello specifico, acquistare i buoni carburante digitali (BCD) riduce drasticamente il consumo di carta. Questo tipo di buono, infatti, è costituito da un codice a 14 cifre utilizzabile nelle stazioni di servizio di proprietà della società che lo ha emesso.

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