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Il 2023 è stato l’anno del definitivo ritorno alla normalità. La pandemia da Covid 19 è solo un lontano ricordo, i lockdown e le chiusure sono qualcosa di relegato in fondo ai cassetti della memoria. Vale per noi, vale per l’economia, quella italiana come quella mondiale.

Un’economia che si è rimessa in moto, che in alcuni settori ha recuperato ritmi e obiettivi dell’era pre Coronavirus, mentre in altri si fanno sentire ancora gli strascichi e gli effetti di vecchie e nuove crisi. Un momento nuovo, insomma, di opportunità da prendere al volo, di sfide da saper cogliere. Soprattutto per quanto riguarda gli investimenti sul futuro. Proviamo allora a fare una panoramica, sia per le aziende che per i singoli lavoratori, cittadini, nuovi investitori. L’obiettivo, un po’ per tutti, è quello di fare investimenti sicuri e redditizi. Due aggettivi non sempre in relazione tra loro ma che possono essere raggiunti con la stessa strategia: fare investimenti diversificati e soprattutto consigliati da esperti del settore.

Una strada difficile, senza ombra di dubbio, anche perché per qualsiasi tipo di obiettivo occorre esporsi al rischio di mercato, ovvero fare i conti con la possibilità che il proprio investimento non vada in porto. È questo il primo grande ostacolo da superare, il primo errore sulla strada dei nuovi investitori. Che proprio per questo loro status di novelli del settore devono essere guidati da un intermediario, un esperto capace di individuare il livello di rischio e guidare con serietà e affidabilità il cliente. L’altro mantra è poi quello della diversificazione, dicevamo, con un orizzonte temporale abbastanza lungo. 

Ma dove investire? I suggerimenti tradizionali per un investimento sicuro sono quelli che guardano ai conti deposito, ai fondi monetari, ai piani di accumulo, alle obbligazioni o titoli di stato. Un investimento serio, valido sia per le aziende che per i singoli lavoratori, è invece quello della formazione. Creare nuove competenze, ampliare i propri orizzonti, apprendere nuovi strumenti e nuove strategie nel proprio ambito di lavoro è infatti fondamentale sia per la crescita personale che per quella aziendale. Investire in formazione vuol dire anche aumentare la motivazione e il senso di appartenenza, stimola l’innovazione e la creatività, offre un vantaggio competitivo. 

Secondo lo studio del Centro Studi Tagliacarne, pubblicato nell'aprile 2023, gli investimenti in formazione aumentano la competitività delle imprese. Il sondaggio, che ha coinvolto oltre 4 mila imprese italiane, ha messo in evidenza come più del 30% delle aziende che hanno investito in attività di formazione per i loro dipendenti puntano a superare già quest’anno i livelli di produzione dell’epoca pre Covid 19. Un discorso valido anche per i temi di sostenibilità ambientale e di digital skills: il 45,6% delle aziende che puntano su questi segmenti contano di migliorare i propri risultati. Sono proprio le imprese più giovani a guardare la formazione: la media di aziende che hanno realizzato almeno un’attività di formazione tra il 2022 e il 2024 è del 75%, quelle guidate da under30 superano il 79%. 

Se non è investimento sul futuro questo, insomma, di cosa dovremmo parlare? 

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