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Con il termine “marcatura industriale” si fa riferimento alla stampa di dati sui prodotti industriali e sugli imballi. Questa pratica è essenziale per due motivi principali: fornisce informazioni cruciali ai consumatori riguardo ai prodotti (come le date di scadenza, i numeri identificativi, ecc.), ma è anche un obbligo imposto da normative e regolamenti che mirano a garantire la sicurezza e la trasparenza nel commercio.

Inkjet o laser?

Esistono due tipologie di sistemi di marcatura: inkjet e laser. Per scegliere la tecnologia adatta, bisogna considerare in primo luogo le caratteristiche della superficie da marcare. Queste ultime, infatti, possono essere assorbenti o porose (come il legno, la carta o il cartone) o non assorbenti (oppure lisce). In quest’ultimo gruppo rientrano materiali come il metallo, la plastica, la ceramica e il vetro.

La marcatura a getto d’inchiostro inietta l’inchiostro sulla superficie ed è la soluzione ideale per le superfici porose, mentre per quelle lisce è necessario utilizzare una lampada di polimerizzazione UV. Anche l’inchiostro impiegato nei sistemi inkjet viene scelto in base alla superficie su cui operare: esistono, infatti, inchiostri pigmentati, a base di acqua, di alcool, di olio e solvente, oltre che inchiostri per uso alimentare per etichettare gli alimenti.

Per le superfici non porose si può utilizzare anche la tecnica laser, che bruciano la superficie del materiale per imprimere le immagini. Questa, però, non consente di riprodurre immagini con colori e gradienti.

Gli ambiti di impiego

Come già accennato, queste operazioni sono indispensabili in diversi ambiti. Uno tra questi è la produzione automobilistica; in questa infatti si utilizzano molteplici componenti, che necessitano di un’identificazione precisa al fine di consentire l’assemblaggio e il controllo qualità.

In questo settore, l’applicazione di simboli e sigle permette di contrassegnare le parti del motore, il telaio, i vetri della vettura, ecc. Inoltre, questi si possono utilizzare anche per la personalizzazione degli interni con il marchio.

Un altro settore che richiede questa operazione è la produzione elettronica. In questo caso, permette di imprimere il numero di lotto e di serie, la data di produzione e altre informazioni utili sui circuiti stampati, sui chip e sui connettori.

Non bisogna dimenticare, inoltre, il settore alimentare: in questo caso, l’inserimento di scritte permette di imprimere informazioni cruciali per la tutela del consumatore, come la data di scadenza, gli allergeni contenuti nel prodotto, il lotto di produzione, ecc. Questi dati possono essere marcati sulle confezioni, ad esempio sulle buste o le lattine, ma anche sugli imballaggi esterni o direttamente sugli alimenti, come nel caso di formaggi e uova.

La marcatura CE

Come già detto, questa applicazione di marchi e dati non è solo utile ma risponde anche a obblighi di legge.

Ci sono delle categorie di articoli, infatti, che devono essere contrassegnati con informazioni essenziali e soprattutto devono riportare il marchio CE. Questo assicura che tutti i prodotti realizzati in Europa siano conformi alle leggi attualmente in vigore per la libera circolazione sul mercato europeo.

Il marchio CE deve essere riprodotto secondo il formato stabilito dalla legge, e soprattutto deve essere leggibile e indelebile.

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