Disabili, anziani e cittadini con handicap fisici: ecco come farsi rispettare, evitando le interminabili e sfiancanti code dinanzi agli
sportelli degli Uffici Postali
Da: Avv. Eugenio Gargiulo (
In questi giorni che precedono le festività natalizie, una situazione di particolare difficoltà per le fasce socialmente più deboli, quali sono le categorie degli anziani ed in particolar modo degli invalidi/disabili, si riscontra presso gli Uffici Postali che, mai come in questi giorni, appaiono affollati all’inverosimile, a causa della coincidenza di tutta una serie di incombenze gravanti sui cittadini che richiedono , per l’appunto, l’adempimento presso gli sportelli dei vari Uffici Postali dislocati sul nostro territorio.
Alle pensioni ed alle tredicesime da ritirare, nonché alle solite bollette da pagare , ci mancava solo che si aggiungesse la pratica del deposito della documentazione finalizzata all’ottenimento della “social card” per le categorie meno abbienti.
La conseguenza logica , per non dire scientifica, è stato il formarsi, in questi giorni, di interminabili code dinanzi agli sportelli degli Uffici Postali, veri e propri “serpentoni umani” che, spesso, si trasformano in pericolose insidie per la salute già ampiamente minata delle persone disabili e degli anziani costretti a fare ,comunque, i conti con le incombenze indefettibili della quotidianità.

Spesso, poi, in tali circostanze si è costretti ad assistere ad atti di inciviltà e assenza di umano rispetto nei confronti delle categorie più deboli sopra indicate che, invece, per legge, avrebbero diritto ad un “trattamento privilegiato”, consistente nell’evitare loro, per quanto possibile, la sfibrante attesa in coda agli sportelli postali.
Molte volte , di fronte alle rimostranze giustamente sollevate da qualche disabile o anziano, gli stessi operatori di sportello si dimostrano impreparati nei riguardi della conoscenze della normativa, a riguardo predisposta con Decreto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che impone l’accesso facilitato ed il rapporto immediato con gli sportelli a favore delle categorie innanzi indicate.
Spesso l’operatore di sportello di turno si rifiuta di “dare precedenza” al disabile o anziano di turno, giustificandosi con il
riferimento all’assenza di cartelli predisposti “ad hoc” nei locali degli uffici postali e alla mancanza di direttive pervenute sull’argomento da parte dei vari Direttori del medesimo Ufficio.
Ed invece la normativa di legge in materia esiste, è chiara, ed andrebbe maggiormente pubblicizzata, anche per evitare lamentele e proteste da parte dei cittadini “normo dotati” che ,spesso stressati dalle lunghe code, dimostrano la mancanza di senso civico nei confronti di quei disabili e anziani che esigono in quelle circostanze la priorità agli sportelli, certi del diritto loro normativamente riconosciuto e disciplinato.
Infatti, l’art. 2 comma 1, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 gennaio 1996, inerente la “Carta della qualità del servizio pubblico postale” recita che : “l’Ente Poste Italiane (EPI) promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli”.
In sintesi, qualora si utilizza per ritirare la pensione o indennità di invalidità, nonché per effettuare versamenti di conto corrente e
pagamenti di bollette, il consueto Ufficio Postale, il disabile, l’anziano, e comunque il cittadino in particolari condizioni fisiche
( ad esempio perché portatore di stampelle, anche se solo in via temporanea), potrà esporre in tutta riservatezza il proprio disagio e/o difficoltà al Direttore dell’Ufficio Postale competente, il quale dovrà immediatamente impartire disposizioni precise ai suoi collaboratori, nonché agli operatori di sportello, autorizzandoli a dare precedenza, nel caso di code, al cittadino rientrante in una delle categorie innanzi indicate.
22 dicembre 2008
Avv. Eugenio Gargiulo
