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La fierezza delle rose invernali che aprono i petali carnosi, sfidando il freddo e alleandosi con quello per conservare più a lungo la loro bellezza, mi ha fatto pensare alla bontà di rose che profumassero di arancia e a desiderarle ….

 

 

L’idea di un orange curd aleggiava da quando le arance biologiche hanno fatto il loro ingresso trionfale nella mia cucina, poi l’idea di “alleggerirlo” (ecco spodestare il burro, in favore dell’olio e ridurre il numero di uova) e italianizzarlo (questo è il primo imput) e di recente arriva l’idea di usarlo per colorare e profumare un soffice bouquet di rose.

 

Da qui una (non la*) torta di rose tenacemente voluta e imperfetta (nonostante sia giunta alla seconda edizione), ma povera di grassi e dall’intenso aroma di arancia (grazie alla pasta di arancia nell’impasto) che si preannuncia in cottura e che all’assaggio solletica e avvince il palato.

 

* la ricetta classica prevede più burro (è una brioche) ed è farcita con una crema di burro e zucchero.

 

 

 

 

tortadiroseOrange curd (raddoppiare le dosi per una farcia più ricca)

100 ml succo di arancia

2 arance bio scorza

80 g zucchero

2 tuorli codice 0 (sperimentato con successo anche con 1 tuorlo!)

1 cucchiaio olio evo

 

1 e ½ cucchiaio (o 1 abbondante) di fecola di mais (+ 1cucchiaio abbondante se si vuole utilizzare la crema per la torta di rose)

 

 

Preparazione. Lavare le arance, grattugiarle, cercando di non intaccare la parte bianca e spremerle. Diluire la fecola nel succo. In un pentolino mescolare il succo, la buccia, lo zucchero e le uova, porre a fuoco medio-basso e mescolare di continuo per una decina di minuti fino a quando la crema si sarà addensata. quindi aggiungere l'olio.

 

 

 

Torta di rose con orange curd

315 g farina 0

100 g zucchero (la ric. orig. ne prevede 30 g, perché farcita con la classica crema di burro e zucchero)

20 g lievito di birra fresco

latte fresco q.b.

2 tuorli codice 0

30 g burro (ric. orig. 10 g)

2 arance bio scorza + 1 cucchiaio zucchero (pasta di arancia: da un'idea di S. De Riso)

 

orange curd

 

Preparazione.

 

1. Versare in una ciotola 3 cucchiai di latte tiepido, sciogliervi il lievito e incorporarvi 50 g farina. Mescolare e lavorare gli ingredienti fino ad ottenere una pallina di pasta ben staccata dalle pareti del recipiente. Coprire con un panno di lana e fare lievitare in un luogo al riparo da correnti (per es. il forno) fino al raddoppio.

2. Quindi lavorare la restante farina (265 g) con lo zucchero, il burro fuso e intiepidito, una presa di sale, i tuorli, il latte tiepido (necessario ad ottenere un impasto liscio e sodo), la pasta d’arancia (prelevare la scorza delle arance con un pelapatate e frullarla con lo zucchero, finché non si ottiene una consistenza "cremosa") ed unire al panetto: lavorare bene l’impasto e batterlo sul piano.

Far riposare un poco e riprendendolo, dare una piegatura a tre (appiattire l’impasto, cospargerlo di farina, sovrapporre un lembo per 2/3 e poi sovrapporre l'altro).

Stendere con il matterello la pasta in un rettangolo sottile tra due fogli di carta forno, spalmarvi la crema, arrotolare dal lato lungo (non troppo stretto come ho fatto io, perché la pasta dovrà ancora lievitare), formando un salsicciotto e tagliare le rose (dovranno avere un'altezza di 4-5 cm circa) con un coltello affilato a lama liscia (per ottenere delle rose con la stessa altezza, dividere in due il salsicciotto e tagliare le prime due fette contemporaneamente, poi procedere, utilizzando quelle già tagliate come unità di misura).

Disporre le rose in modo ordinato (una al centro e le altre intorno a cerchio) in una teglia possibilmente con cerchio amovibile, collocandole ben distanziate e lasciarle lievitare per circa 1 ora e mezzo in un luogo tiepido (fino a quando le rose non si uniscono).

Quindi (la ric.orig. prevede di spennellare il dolce con un uovo sbattuto, ma io ho preferito lasciarlo nature per dare maggiore risalto alle screziature dorate della crema) infornare nel forno caldo a 20° C per 10’ e a 160° C per i successivi 25’ (tempo e temperature sono puramente indicative). Servire preferibilmente tiepida e a piacere spolverizzare con zucchero a velo. [Liberamente tratta da L'Enciclopedia della cucina italiana - La biblioteca di Repubblica]

 

 

 

Lenny

http://unafinestradifronte.blogspot.com/

 

 

 

 

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