
Come detto, lo Stato Islamico può avvalersi dell’aiuto di altri gruppi jihadisti per diffondere la Legge di Allah. Se da una parte troviamo Al-Qaeda con tutte le sue “succursali” sparse per il Medio Oriente, nel continente Africano troviamo la massiccia presenza di BOKO HARAM, soprattutto nella Repubblica Centrafricana (CAR).
Chi è Boko Haram?
Questa milizia di “estremisti islamici” che si è guadagnata la notorietà globale attraverso decapitazioni e rapimenti (di ragazze soprattutto, aprile 2014), non è altro che una copia ridimensionata dell’ISIS. Se quest’ultimo è stato presentato come l’impero del terrore, Boko Haram merita l’appellativo di “volto del terrore” in seguito ai video-propaganda in cui il suo leader Abubakar Shekau (noto come Darul Tawheed, “la casa del monoteismo”) mostra tutta la sua sete di sangue e di vendetta. Sete di sangue incomprensibile come quella dei “colleghi mediorientali”, vendetta per le ingiustizie subite negli anni passati.
Boko Haram, infatti, nasce come organizzazione ribelle per combattere le disuguaglianze sociali tra cristiani e musulmani nel CAR (soprattutto in Nigeria, Camerun, Ciad, Borno), nel 2002 ad opera di Mohammed Yusuf il quale fonda prima una moschea per gli insegnamenti religiosi e poi una scuola islamica per diffondere “i giusti insegnamenti”: infatti il significato del nome “Boko Haram” significa proprio ‘l’educazione occidentale è peccaminosa’ a causa dell’accentuato secolarismo che la caratterizza (guerra all’Occidente, tanto per cambiare).
Partito come terrorismo locale, a causa della corruzione del governo, il movimento si ingrandì e divenne più aggressivo quando, nel 2009, il leader Yusuf venne imprigionato e poi ucciso dall’esercito del Borno scatenando ondate di violenze da parte dei suoi seguaci, metodi sempre più crudeli per applicare la shari’a (Legge di Dio) ed opposizioni anti-democratiche ed anti-Stato.
In Nigeria, attuale base della setta islamica, si assiste ad una vera e propria “guerra tra due mondi”: il Nord popolato da musulmani costretti a vivere in condizioni di povertà estrema e case di paglia e fango ed il Sud totalmente cristiano e ricco con la presenza di giacimenti di petrolio (20% del Pil, 95% delle esportazioni, 65% entrate governative) grazie ai quali è possibile vivere in palazzi in “stile occidentale” (ed in un Paese in cui la maggioranza è povera, è facile aspettarsi una ribellione, anche se poi sarà etichettata come terrorismo).
Ovviamente il Presidente del Paese, Jonh Goodluck, proviene dal sud..ma qui non ci troviamo in Europa o nell’Occidente in generale in cui la ricchezza monetaria è vista come un confine valicabile tra le classi sociali, qui la ricchezza è sinonimo di corruzione! E la corruzione è praticata dagli infedeli che vanno puniti dando vita a stragi mai viste in quella parte di Mondo (strage di Lagos 2015). L’enorme violenza scatenatasi è anche frutto dell’inadeguatezza dell’esercito nigeriano composto da volontari detti vigilantes che dovrebbero difendere i civili: armati di mazze, bastoni, machete e qualsiasi oggetto che può essere usato come arma essi cercano di allontanare la minaccia Boko Haram ma molti perdono la vita a causa della rudimentalità delle armi che nulla hanno a che vedere con quelle del gruppo islamico. In una situazione del genere chi ne trae il maggior profitto è la setta islamica che continua a conquistare territori ma anche adesioni al gruppo: è facile “vendersi” per salvare la propria vita e quella dei propri cari.

Le ragazze rapite
Nell’aprile del 2014 circa 270 ragazze furono rapite dai miliziani da una scuola di Chibok e filmate mentre vengono costrette a leggere alcuni passi del Corano (che darà vita alla campagna sociale #bringbackourgirl). Negli ultimi giorni l’esercito nigeriano ha condotto alcuni raid riuscendo a liberarne una buona parte. La sorpresa è che quasi tutte le ragazze risultano essere incinte “per mano” dei miliziani che, come afferma il governatore dello stato federale nigeriano del Borno, Kashim Shettima, al giornale The Punch “..hanno una certa convinzione spirituale per la quale sostengono che i loro figli cresceranno ereditando la loro stessa ideologia, anche qualora non dovessero vivere al loro fianco” (http://www.punchng.com/news/bharam-fighters-rape-impregnate-to-continue-ideology-shettima/).
Capito?
L’idea contorta è quella di aver dato vita ad un esercito di piccoli terroristi che un giorno combatterà per difendere le stesse ragioni dei loro padri (la guerra Santa). Donne rapite ed utilizzate come macchine del sesso e schiave dei combattenti, lasciate libere in alcuni casi (dopo 4/5 mesi) ma senza la possibilità di poter abortire del “piccolo jihadista che sta crescendo in loro” attraverso una educazione ideologica ereditata da chissà quale terrorista (le vie del Signore sono infinite..).
Al fianco di Boko Haram troviamo il gruppo islamista Al-Shabaab (la gioventù) che opera in Somalia tramite attentati e rapimenti. Questo gruppo si è formato dopo la sconfitta dell'Unione delle Corti Islamiche ad opera del Governo Federale di Transizione (GFT) e dei suoi sostenitori, i militari dell'Etiopia durante la guerra in Somalia e l’obiettivo primario dell’al-Shabaab è quello di colpire le autorità centrali di governo e le Forze militari straniere per avere maggior consenso tra la popolazione locale e quella internazionale: è stata creata apposta un emittente televisiva “Al Kataib” ed un profilo twitter per la propaganda online (in stile ISIS). Per allontanare l’influenza occidentale, nelle zone comandate dal gruppo è vietata qualsiasi pratica proveniente dal nemico: film occidentali, suonerie del telefono occidentali, musica occidentale e persino il reggiseno è illegale..perchè è un prodotto occidentale e potrebbe influenzare l’ideologia nazionale..
In ultima analisi si può dire che l’America apparentemente non ha colpe per la nascita delle due milizie africane, contrariamente a quanto successo per l’IS, ma ci sono sempre ragioni politiche/sociali di fondo che portano a questi estremismi e, probabilmente, ha poca importanza il fatto che il Presidente nigeriano è di fede cristiana ed è più rilevante che viva nella zona più ricca del Paese (c’entra poco quindi la jihad religiosa..?).
Le terre conquistate dalla marcia dei jihadisti partita un anno fa si stanno estendendo a macchia d’olio dal continente asiatico al continente nero. Nero come le lunghe carovane islamiste.. Nero come il petrolio che arricchisce le casse dei governi corrotti incentivando sempre più le differenze tra le classi sociali.. Nero come la bandiera dell’ISIS..Nero Inferno!
(seconda parte)
