Un’avventura lunga tre sorsi: alla scoperta dell’amaro italiano Fernet-Branca

Se una certezza c’è, riguardo il Fernet-Branca, è che la sua formula segreta è un “affare di famiglia”: tramandata di padre in figlio, e custodita gelosamente, della ricetta dell’amaro italiano si conoscono solo alcuni ingredienti e anche chi li conosce tutti non sa comunque le quantità e proporzioni utilizzate.

Erbe, radici e spezie vengono integrati in una miscela unica che, con una minima quantità di zucchero, restituisce un prodotto dal sapore inconfondibile e dalle riconosciute proprietà benefiche.

Le 27 erbe che il Fernet Branca contiene provengono da quattro continenti: lo zafferano dal Sud Africa, il rabarbaro dalla Cina, la Genziana dalla Francia, la Galanga dall'India o dallo Sri Lanka, la Camomilla dall'Italia o dall'Argentina. Ma questi sono solo alcuni degli ingredienti, ai quali si aggiungono appunto altre erbe, radici e spezie.

Una volta raggiunta la fabbrica le erbe vengono suddivise a seconda del processo più adatto alla loro natura: quelle come mirra e camomilla vengono portate a ebollizione e lasciate sedimentare un mese, mentre le radici e le altre erbe destinate all’infusione a freddo vengono immerse in alcol o soluzione idroalcolica e quindi centrifugate.

Le due infusioni, a caldo e a freddo, vengono poi mescolate insieme in un grande serbatoio e qui rimangono a riposare per altri 20 giorni. Il prodotto semilavorato viene quindi posto a maturare per almeno un anno in botti di rovere fino a quando tutti gli ingredienti non si saranno amalgamati e la miscela non risulti adeguatamente invecchiata.

Quanto alla consumazione, poi, è la stessa Fratelli Branca Distillerie a guidare il consumatore. Il segreto dell’amaro più amato e bevuto non solo in Italia, ma anche all’estero, come in Argentina dove si può dire senza esagerazioni che il Fernet-Branca ha trovato una seconda casa, è infatti proprio nella sua degustazione.

In quella che viene definita un’avventura lunga tre sorsi, capaci di svelare tutte le sfumature e le complessità che l’amaro ha da offrire:

  1. Un primo sorso, seguito da una breve pausa, consentirà di abituarsi alla nota amara decisa di Colombo e Mirra e al carattere deciso della Genziana;
  2. Il secondo sorso rivelerà i sapori speziati che contraddistinguono la Zedoaria, della famiglia dello zenzero, e il sapore pieno della Camomilla;
  3. L’ultimo sorso sarà decisivo per comprendere la ricchezza complessivo del Fernet-Branca: solo a questo punto, infatti, l’equilibrato retrogusto amaro arriverà a prevalere sui toni speziati dello Zafferano.

Dalla raccolta delle erbe, al loro trattamento, passando per la maturazione e infine per la degustazione: tutto quello che avvolge il Fernet-Branca è un viaggio sensoriale, tra il mistico e l’ignoto, che solo quando viene assaggiato si può realmente comprendere. E solo allora, effettivamente, si potrà capire a pieno il successo di questo amaro che da quasi 200 anni unisce generazioni e raccoglie consensi.

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