
Tutti uniti sotto la stessa bandiera, lo stesso simbolo, che sociologicamente significa “appartenenza allo stesso gruppo e condivisione degli stessi valori ed ideali”. Come fosse la bandiera di una Nazione, quella dell’ISIS è diventata famosa e riconoscibile agli occhi di tutti: per il grande impatto sociale e per la propaganda mediatica (ottima direi..) messa in atto dalle ‘menti’ dello Stato Islamico.
Viene issata sul punto più alto di ogni moschea, chiesa o edificio di valore (politico, religioso, sociale) conquistato, come in un gioco di strategia o come facevano gli eserciti militari quando conquistavano un territorio nemico in periodo di guerra. Con quel colore nero, poi, che dalle nostre parti non ha mai avuto un significato ‘benevolo’ ( “l’uomo nero” quando eravamo bambini; “le camice nere” per il periodo più antisemita della storia; fino agli attuali “black block”) è facile capire che l’obbiettivo dei miliziani è quello di incutere paura e terrore ai nemici (sciiti e occidentali).
Ma come nasce la bandiera dello Stato Islamico? Quale significato nasconde questo simbolo del terrore?
Innanzitutto la parte superiore, ovvero la scritta in bianco su sfondo nero, sta a significare:
“Non vi è altro Dio all’infuori di Allah e Muhammad è il Suo Messaggero”
Questa frase, chiamata Shahada, rappresenta la completa devozione dei musulmani verso Allah (come il primo comandamento per i cristiani) ed è, ovviamente, la più importante per la religione islamica come testimonianza di fede verso un unico Dio. Essa infatti è l’espressione più volte ripetuta durante le preghiere e spesso chi la pronuncia lo fa con la presenza di due testimoni.
Il senso di appartenenza e di sottomissione a questa bandiera/simbolo deriva da due motivi principali:
- essa è “stata sempre la bandiera del Califfato”, sin dalle origini
- rappresenta l’intera Comunità musulmana, la cosiddetta Umma e l’unità islamica.
La parte inferiore invece, è composta da una scritta nera in un cerchio bianco, rappresentante “il sigillo del Profeta”, quello che per tradizione è considerato il segno di riconoscimento che Maometto lasciava sulle prime lettere e documenti inviati (a Califfi ed antagonisti per spingerli verso l’Islamismo).
Questo passaggio è fondamentale per capire le intenzioni di Al-Baghdadi: il rifacimento all’antico sigillo, riportato, tra l’altro, in una grafia antica e risalente all’era di Maometto, testimonia la sua ossessione del voler tornare ad epoche ormai obsolete (il Califfato appunto) e di voler affermare prepotentemente la sua discendenza dal Profeta (come già detto).
In questo discorso si inserisce l’ideologia salafita (risalente ai primi Califfati, quindi sunnita) che, non riconoscendo i confini geografici tra i Paesi Arabi, considera la bandiera come unico simbolo ideologico per l’intera Nazione Musulmana, che confina con i non-musulmani.
E’ importante ricordare che la parte superiore della bandiera è la stessa che compare su quella dell’Arabia Saudita, con la variante dello sfondo di color verde che per la religione islamica rappresenta il Paradiso (janna).
Tutti uniti sotto la stessa bandiera, lo stesso simbolo in quanto anche altre fazioni fondamentaliste, alleate e non all’Isis, innalzano e sventolano la stessa bandiera. Tra queste troviamo: Boko Haram in Nigeria, Al-Qaeda in Afghanistan, Al-Shabaab in Somalia e Jabhat al-nuṣra in Siria. Quest’ultimo, conosciuto anche come Fronte Al-Nusra, si è reso protagonista del rapimento delle due cooperanti italiane Greta e Vanessa…..rapimento???
Tutti uniti sotto la stessa bandiera, ma il dubbio principale di tutta questa vicenda rimane sempre lo stesso: come è possibile perseguitare, torturare ed uccidere persone in nome di una religione, considerando che la maggior parte delle vittime sono musulmane? Io sono convinto che la religione (in questo caso l’Islam) è soltanto una scusa per coprire il vero motivo che spinge i miliziani verso tanta crudeltà, ovvero l’ODIO!
